Alloggia a Palermo presso il B&B Palikè e visita i monumenti spettacolari della città:
CHIESE MONUMENTALI:
CATTEDRALE: in stile Normanno, consacrata alla Vergine Assunta, custodisce le reliquie di Santa Rosalia, dei Santi Patroni di Palermo e i resti mortali di Federico II; si possono ammirare opere marmoree del Gaggini.
Chiesa della Martorana (Santa Maria dell'Ammiraglio): detta anche Santa Maria dell’Ammiraglio, fa parte delle Chiese Cattoliche Italo- Greche; mirabili i mosaici.
Curiosità: I dolci a base di marzapane e per lo più a forma di frutta devono il nome di "martorana" al fatto che a prepararli e a venderli erano fino al XIX secolo le suore del monastero della Martorana, così chiamato in onore della sua fondatrice, la nobildonna Eloisa Martorana. Da qui l'espressione "frutta di Martorana".
Chiesa di S. Giuseppe dei Teatini: In stile Barocco si affaccia su uno dei 4 Cantoni di Piazza Vigliena; è formata da 2 Basiliche sovrapposte uno all’altra.
Chiesa di S. Cataldo: Le 3 cupolette rosse si San Cataldo a Piazza Bellini costituiscono uno dei suggestivi angoli d’Oriente che si possono ammirare a Palermo.
Chiesa della Gancia (Santa Maria Degli Angeli):l’interno è decorato con stucchi del Serpotta; è nota anche per la buca della salvezza- attraverso la quale trovarono scampo dei Mazziniani dalle furie Borboniche.
Chiesa dell'Immacolata Concezione al Capo: La Chiesa venne costruita nei primi anni del Seicento ed era adiacente ad un grande convento Benedettino distrutto nel Novecento, per lasciare spazio all'edificazione del Palazzo di Giustizia. Un grande arco porta alla zona dell'abside, dove sopra all'altare si trova l'Immacolata Concezione dipinta da Pietro Novelli.
Chiesa S.Stanislao Kostka: L'edificio faceva parte di un complesso gesuitico. L'interno è a navata unica absidata e contiene numerose opere d'arte, a cominciare dagli stucchi settecenteschi della zona presbiteriale. Anche le cappelle laterali sono riccamente decorate con stucchi, marmi e arredi preziosi. In una delle cappelle è presente l'immagine della Madonna del Lume, oggetto di una intensa devozione.
Chiesa di Santa Ninfa:La Chiesa fu edificata per volere dell'ordine dei Camilliani. Al suo interno si trovano anche opere di Borremans e una statua che raffigura Santa Rosalia.
Chiesa di San Giovanni dei Napoletani: la inconsueta forma trapezoidale e il rialzo della stessa rispetto al piano stradale è la conseguenza del prolungamento del 1581 sino al mare della via Toledo (oggi Corso Vittorio Emanuele).
Chiesa S. Maria della Catena: prese questo nome poiché su un muro della Chiesa era posta un'estremità della catena che chiudeva il porto della Cala. L'opera è un perfetto connubio di elementi tardo rinascimentali e gotico-catalani.
Chiesa di Casa Professa (Chiesa del Gesu'): La Chiesa del Gesù o Chiesa di Santa Maria di Gesù nota anche come Casa Professa, è una delle più importanti chiese barocche di Palermo e dell'intera Sicilia.
Chiesa di Sant'Agostino e chiostro: La sua facciata è in Via Maestri d'acqua,risale agli ultimi anni del Duecento è fu edificata grazie alle famiglie Sclafani e Chiaramonte, che apposero i loro stemmi ai lati di essa oggi ancora visibili. Sulla facciata fanno bella mostra di sé il rosone ed il portale. Il portale del quattrocento forse è opera del Gagini e del Mancino. L'interno è ricco di stucchi del Serpotta. Vi si svolge annualmente la tradizionale festa a Santa Rita.
Chiesa di San Domenico e chiostro: L'attuale chiesa di S. Domenico sorge nelle vicinanze della Vuccirìa ed è considerata una delle maggiori espressioni del barocco siciliano. È il Pantheon dei siciliani illustri.
Chiesa di S. Francesco d'Assisi: La storia di quest’edificio sacro è segnata da continue trasformazioni e rifacimenti che giustificano la complessità e la varietà dei linguaggi artistici in essa presenti. Dalle fasi costruttive più antiche risalenti al XIII secolo si passa al Trecento e al Quattrocento, quando vennero eretti i portali e numerose cappelle in stile gotico o rinascimentale. In età barocca l’edificio venne ricoperto da stucchi ed affreschi (di Pietro Novelli) e nel Settecento Giacomo Serpotta adornò i pilastri con le statue delle Virtù. Ferita dal terremoto del 1823, fu restaurata secondo il gusto neoclassico, mentre nel Novecento fu riportato alla luce l’aspetto originario della facciata con la ricostruzione in stile del rosone perduto.
Chiesa di San Giorgio dei Genovesi: La Chiesa venne costruita a partire dal 1579, per volere dei Genovesi. L'edificio presenta esternamente un'architettura di gusto rinascimentale. La facciata è divisa verticalmente da paraste, in tre parti, di cui quella centrale è più elevata.
Ex Chiesa di San Giovanni degli Eremiti: Giulio Carlo Argan scrive: “I Normanni che instaurarono la loro dinastia in Sicilia nel 1072, distruggono i monumenti, non la tradizione dell’architettura bizantina e araba. San Giovanni degli Eremiti a Palermo (1132) è araba nel nitido rapporto tra i corpi cubici e le cupole emisferiche”. Certamente più che a quella di una Chiesa Cristiana questa chiesa rimanda alla concezione spaziale delle moschee islamiche e tale richiamo all’Oriente viene ancor più enfatizzato dalle cupole di colore rosso acceso.
Chiesa di Santo Spirito (o dei Vespri): La Tradizione vuole che sia stata costruita verso il 1173, durante il regno di Guglielmo II e per volontà dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio (lo stesso che fece costruire La Cattedrale palermitana). Essa è nota anche col nome di Chiesa dei Vespri, perché sul suo sagrato ebbe inizio la grande insurrezione del 1282 - contro gli Angioini - che prese il nome di “Vespri Siciliani”. L’edificio è assai armonioso e rappresenta una commistione degli stili arabo-normanno e gotico.
Chiesa della Magione (o Chiesa della SS. Trinita') e chiostro: è una delle più antiche chiese della città di Palermo, sita nei pressi del quartiere della Kalsa, di fronte l'omonima piazza. Fu fondata nel 1191 dal cancelliere del regno Normanno Mattero d'Aiello ed annessa alla contigua abbazia cistercense. Nel 1197 venne concessa all'ordine dei Cavalieri Teutonici che, in seguito a donazioni, ne aumentarono la proprietà e il prestigio. Adesso la chiesa, con annesso il chiostro del XII secolo, si presenta come un particolare esempio di arte arabo normanna con le finestre ogivali incassate e il motivo delle arcate intrecciate riprodotto nell'abside tipico del periodo
Chiesa di Santa Caterina: La chiesa è attigua ad un monastero fondato nel Trecento dalle suore domenicane. Santa Caterina si affaccia su due piazze: la prima è piazza Pretoria dove troneggia l'omonima fontana, mentre la seconda è piazza Bellini dove si possono visitare la Chiesa della Martorana e la Chiesa di San Cataldo. Ciò che colpisce di più è la ricca decorazione dell’interno, ad unica navata, tipico dell’età della Controriforma. L’impianto ad aula consentiva alle suore di partecipare – non viste – ai riti liturgici dal coro sistemato all’ingresso tramite il sostegno di due colonne.
Chiesa del SS. Salvatore: è una chiesa barocca situata lungo Corso Vittorio Emanuele a Palermo. la celebrità di questo luogo deriva da una leggenda secondo la quale la regina Costanza d'Altavilla, futura madre dell'imperatore Federico II, sarebbe stata badessa del convento. Una tenace tradizione legava a questo monastero anche Santa Rosalia, amata patrona di Palermo.
Chiesa della Madonna dell' Itria o dei Cocchieri: La Chiesa fu realizzata alla fine del Cinquecento per volere della categoria dei cocchieri, che ne finanziarono la costruzione. Al di sotto della Chiesa si trova la Cripta, che anticamente era utilizzata dalla confraternita dei carrettieri e dei cocchieri per il culto. Questo ambiente, a partire dal Settecento, venne destinato alla sepoltura dei membri della confraternita di Gesù e Maria. Per questo motivo le pareti furono decorate con affreschi che alludono alla salvazione.
Chiesa di S. Antonio Abate: L'attuale chiesa sorge su di un luogo, dove in età musulmana vi era una porta detta Bab al Bahr, ovvero Porta di Mare. La porta fu anche chiamata dei Patitelli per la presenza di alcuni artigiani fabbricanti di zoccoli. Nel 1567/68 la porta fu distrutta per la costruzione del nuovo Cassaro. Una prima costruzione della chiesa risale al XIII sec. Nel 1302-13 fu aggiunta una Torre per volontà della Famiglia Chiaramonte. Nel 1536 la chiesa fu rinnovata assumendo l'attuale assetto architettonico. Nel 1823 in seguito ad alcuni danni provocati dal terremoto subì vari restauri, fino al 1888. All'ingresso un'edicola storica dell'Ecce Homo.
Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi: La Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi è stata eretta da Roberto il Guiscardo nell'anno 1071 sui ruderi di un vecchio castello arabo. Fu la prima di una lunga serie di costruzioni normanne che diedero a Palermo quell'immagine tipica delle cupole tondeggianti di San Giovanni degli Eremiti, della Martorana e di San Cataldo. Secondo la leggenda fu costruita nel 1071, mentre i Normanni tenevano sotto assedio la città. Dopo aver conquistato il castello Yahia, (di cui restano solo poche tracce nel pavimento della chiesa) - i Normanni avrebbero edificato sulle sue basi la Chiesa stessa, dedicandola a S. Giovanni, una volta avvenuta la conquista. La piccola chiesa è considerata uno degli edifici in stile normanno più antichi sul suolo palermitano e negli anni ebbe svariate funzioni. Essa fu infatti adibita dapprima ad Ospedale militare e in seguito a Lebbrosario (da qui il nome).
Chiesa di Santa Maria la Nova: La chiesa fu eretta durante quasi tutto il cinquecento. Vi lavorarono famosi architetti dell'epoca. Attualmente ospita il fercolo dell'Addolorata che viene portata da secoli in processione dalla confraternita dei Cassari il Venerdì Santo.
Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa: La Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa è un edificio barocco che si affaccia sulla Piazza Kalsa dell'omonimo quartiere di Palermo. La costruzione della chiesa venne iniziata nel 1686 su progetto dell'architetto palermitano Giacomo Amato. All'interno sono di particolare pregio gli stucchi di opera di Giuseppe e Procopio Serpotta, rispettivamente fratello e figlio di Giacomo Serpotta realizzati nei primi anni del 1700. L'altare centrale proviene dalla demolita Chiesa delle Raccomandate in Via Maqueda. L'interno è ad una navata con cappelle laterali comunicanti.
Chiesa di S. Maria in Valverde: La Chiesa è un immenso addobbo marmoreo curato da Mariano Smiriglio nel 1633. C'è di tutto nei motivi degli stucchi: animali, fiori, piante uomini, donne, putti, angeli, il sacro, il profano... La chiesa era annessa ad un Monastero Carmelitano che non esiste più. Lavorarono al progetto delle sculture Paolo Amato e in seguito Andrea Palma. Il museo diocesano di Palermo conserva alcuni pezzi rilevanti dell'Altare Maggiore.
Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella: La Chiesa di S. Ignazio all’Olivella è considerata uno dei più sontuosi monumenti barocchi della città. L’edificio fu costruito tra il 1598 ed il 1622, su progetto di Antonino Muttone - nel luogo che la tradizione indica come la Villa ove visse S. Rosalia. In ogni caso, la chiesa fu completata solo nel 1732, quando fu aggiunta la cupola. Dal transetto di destra si accede al bellissimo Oratorio, opera di Venanzio Marvuglia, che contiene i cosiddetti “stucchi della gloria” del Marabitti.
Chiesa Santa Maria della Pietà: Eretta tra il 1678 e il 1684 e progettata da Giacomo Amato, il Monumento è ispirato al barocco romano. L'interno oltre all'Altare Maggiore in stile neoclassico con il tabernacolo in lapislazzuli contiene nelle Cappelle laterali tele di notevole pregio. Si possono osservare stucchi di Giacomo Serpotta, affreschi del Borremans. Tutti gli affreschi della volta sono opera di Antonio Grano del 1708. Sono presenti le statue di Santa Rosalia, Patrona di Palermo e dell'Immacolata, quest'ultima portata in processione annualmente dalla confraternita.
Chiesa di San Matteo: Sul Corso Vittorio Emanuele tra via Maqueda e via Roma si erge bellissima la Chiesa di San Matteo, nel III circondario di Castellammare o quartiere di S. Agata. La Facciata è tipicamente barocca e ivi sono collocate tre Statue raffiguranti la Vergine al centro, San Matteo a sinistra, San Mattia a destra. Iniziata nel 1633 per volontà dell’Opera dei Miserenimi, fondata dal frate francescano Fra Leonardo Galici.
Chiesa di San Francesco Saverio: Fu commissionata dai Gesuiti nel 1684 ma ideata dall'arch. Angelo Italia. La costruzione durò parecchi anni e terminò nel 1711 quando fu consacrata al culto. Ma i lavori continuarono ancora per molto tempo. L'esterno ha una cupola centrale e quattro cupole minori, alle quali si accede tramite 7 gradini come 7 furono i giorni che Dio impiegò per creare il Mondo e l'uomo. Una torre campanaria della stessa architettura della chiesa ha un orologio oggi non funzionante. L'interno è a croce greca e vi sono sei cappelle oltre all'Altare centrale di notevole fattura.
Chiesa della Madonna del Lume: La sua fondazione, con il nome di Maria SS. del Lume nel Lazzaretto, risale alla prima metà del 700’ per opera di P. Giovanni Battista Timpanaro che apparteneva ai Padri Francescani. Si può ammirare la Madonna del Lume, interessante complesso statuario in legno, formato dalla Madonna che sulla mano sinistra sostiene il Bambino, mentre con la destra afferra per un braccio un peccatore che sta per cadere all’inferno.
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI:
SEDE RETTORATO: PALAZZO CHIARAMONTE – STERI: l’attuale sede del Rettorato dell'Università degli studi di Palermo è il Palazzo Chiaramonte Steri. Iniziato nei primi anni del XIV secolo, fu la grande dimora di Manfredi Chiaramonte, conte dell'immenso e potente feudo di Modica (detto " Regnum in Regno" per i suoi privilegi), alla cui committenza si deve il soffitto della Sala Magna. Dagli inizi del XV secolo al 1517 fu residenza dei Viceré spagnoli, poi sede della Regia Dogana e, dal 1600 al 1782, ospitò il Tribunale dell’Inquisizione.
ORATORI:
Oratorio di Santa Cita: Sorto nei primi del XVII secolo in un’area annessa alla chiesa di Santa Cita, ospita un sontuoso apparato decorativo barocco, capolavoro di Giacomo Serpotta (dal 1685 al 1690 circa). Lungo le pareti, le fasce in stucco rappresentano i Misteri del SS. Rosario; mentre le grandi finestre sono incorniciate da statue allegoriche di Virtù e folle di putti
Oratorio del Rosario in San Domenico: Venne edificato a partire dal 1574 per volere della Compagnia della Madonna del Rosario, accanto alla chiesa di San Domenico. L'edificio, a navata unica, conserva una pala d'altare con la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena, e i santi Vincenzo Ferreri, Oliva, Ninfa, Agata, Cristina e Rosalia, di Anton Van Dyck, commissionata in occasione della peste che aveva colpito la città di Palermo nel 1624 e consegnata nel 1628 e un dipinto di Luca Giordano. Con l'obiettivo di esaltare il significato teologico delle tele, fu commissionata intorno al 1714-1717 a Giacomo Serpotta la realizzazione al di sopra delle stesse ed entro ovali a stucco e ad altorilievo, episodi dell'Apocalisse (tra i quali spicca la plasticità del corpo del diavolo che precipita dopo essere stato cacciato dal Paradiso)
Oratorio di San Lorenzo: è situato nella città di Palermo dove si trovano ancora molti oratori che sorsero tra la fine del Seicento e il Secolo successivo. Nel 1609, poco prima di morire, Michelangelo Merisi da Caravaggio dipinse la pala d’altare raffigurante la Natività con i santi Francesco e Lorenzo, che fu trafugata nella notte fra il 18 e il 19 ottobre del 1969. Del 1699 è la splendida decorazione a stucchi di Giacomo Serpotta, con le statue raffiguranti le Virtù, e gli otto rilievi sulle pareti che raccontano le storie dei due Santi. Gli stucchi si mostrano in tutta la straripante ricchezza inventiva del Serpotta che, forse, ha raggiunto in queste realizzazioni il punto più alto della sua arte.
Oratorio Santa Caterina d'Alessandria: L'Oratorio fu costruito nel quartiere dell'Olivella (così denominato da un albero di Olivo dalle proprietà miracolose), dove sorgeva la casa di S. Rosalia. Il Senato palermitano, subito dopo la morte di S. Rosalia e per i molti miracoli che compì, a ricordo della sua nascita e della sua casa, fece erigere una Chiesa, pertanto da farsi risalire intorno l'Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria.
Oratorio di San Filippo Neri: Attiguo alla chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella, fu edificato nel 1769 su progetto di Giuseppe Marvuglia, che vi profuse note di sobrietà e severità classiche, pur imperando ancora la tarda architettura barocca.
Ex Oratorio Santo Stefano Protomartire: L'Oratorio venne costruito alla fine del Cinquecento per volere della Compagnia di Santo Stefano. Nel Settecento venne restaurato e decorato con gli stucchi realizzati da Giovan Maria Serpotta e con dipinti rappresentanti scene della vita del Santo. L'Oratorio è sconsacrato e le opere d'arte che conteneva sono ora conservate nel Museo Diocesano.
Oratorio dei Bianchi:L’Oratorio il cui nome originario era della “Nobile, Primaria e Real Compagnia del SS. Crocifisso”, deve il suo nome al colore degli abiti cerimoniali che avevano lo scopo di confortare e preparare moralmente all’esecuzione i condannati a morte. Dentro l’oratorio è possibile ammirare la porta lignea (Bab el Fotik) della Kalsa da cui, nel 1071, entrò Roberto Il Guiscardo durante la presa di Palermo del regno Normanno; per celebrare la vittoria il Re fece conservare la porta rinominata “Porta della Vittoria” e vi fece dipingere sopra una raffigurazione della Madonna della Vittoria.
Oratorio del Carminello:L'Oratorio del Carminello fu edificato alla fine del '500 con finanziamenti aristocratici ed è stato per secoli un oratorio dei Carmelitani, che vi si riunivano per le preghiere. Fino ad un secolo fa veniva adibito a cimitero, come si può notare dalla cripta sottostante, ad esclusivo uso della Confraternita.
Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami: L'Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami a Palermo, fu inizialmente gestito da due Congregazioni: quella di Gesù, Giuseppe e Maria, e quella dei Servi del Santissimo Sacramento e Immacolata Concezione che gli diedero originariamente il titolo di Elevazione delle Quaranta Ore. Nel 1805 fu però assegnato alla Confraternita di San Giuseppe dei Falegnami (fondata nel 1499 e divenuta più tardi compagnia), che gli diede il nome che porta ancora oggi. L'Oratorio dei Falegnami è reso ancora più particolare dagli arredi lignei risalenti al XVII-XVIII secolo e tutt'oggi visibili al suo interno.
Oratorio di San Mercurio: Soltanto recentemente, grazie ad un lungo intervento di restauro curato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo - iniziato nel luglio del 2000 e durato più di due anni - è stata resa possibile la fruizione di un prezioso e pressoché sconosciuto documento della storia pavimentaria siciliana, da tempo occultato in quanto in cattivo stato di conservazione, lacunoso in più parti e in altre addirittura illeggibile. Si tratta del pavimento maiolicato dell’Oratorio di San Mercurio, il cui ingresso principale si trova nel cortile di San Giovanni degli Eremiti.
TEATRI:
TEATRO MASSIMO: Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande Teatro d'Italia e uno dei più grandi Teatri Lirici d'Europa (il terzo per dimensioni dopo l'Opéra National de Paris e Staatsoper a Vienna) ed è famoso nel mondo per l'acustica perfetta con la sua sala a ferro di cavallo.
TEATRO BIONDO: Costruito nel 1903 è il più recente dei Teatri storici di Palermo. Ancora molto utilizzato, è uno dei luoghi di ritrovo della Palermo bene. La facciata del teatro ha uno schema classico ottocentesco
TEATRO POLITEAMA: Il Teatro Garibaldi o Politeama (con la parola Politeama si intende un teatro dove si danno rappresentazioni di vario genere, da qui l'errore usuale di chiamarlo Teatro Politeama, come dire il Teatro multitema) si trova sulla Piazza Ruggero Settimo (detta volgarmentePiazza Politeama) al centro di Palermo. L'opera propone simmetrie con sinteticità espositive in sinergia ad equilibri neoclassici caratteristici degli Archi di Trionfo napoleonici, con gruppi bronzei di cavalli rampanti posti all'ingresso dell'Edificio.
MUSEI:
Catacombe dei Cappuccini: Le catacombe custodiscono più di 8000 scheletri e corpi mummificati, sepolti tra il 1599 e il 1880 sotto la Chiesa dei Cappuccini. Il processo di mummificazione naturale fu scoperto dai padri Cappuccini durante la riesumazione di alcune salme nel XVI secolo.
Fondazione Banco di Sicilia- MORMINO: Di raffinato gusto neoclassico, Villa Zito, costruita nel XVIII secolo, conserva le collezioni della Fondazione Mormino che comprendono vasi preistorici, reperti provenienti da necropoli e ceramiche greche, una raccolta di maioliche italiane (XV-XVI sec.) e di esemplari spagnoli, arabi e cinesi, e una collezione di monete e dipinti dell'800 siciliano. Un settore è dedicato alla filatelia con stampe risalenti al Regno delle Due Sicilie, antichi francobolli e piante di città siciliane dal '600 all'800.
Galleria Regionale della Sicilia– PALAZZO ABATELLIS: La galleria ha sede presso il quattrocentesco Palazzo Abatellis (gotico-catalano e rinascimentale), opera dell'architetto Carnalivari. Gravemente danneggiato nell'ultimo conflitto mondiale, il Palazzo è stato oggetto di un importante restauro e allestimento museale ad opera dell'architetto Carlo Scarpa. Vi sono raccolte opere d'arte dall'XI al XVIII secolo. Da segnalare gli intagli lignei di arte araba, le ceramiche ispano-moresche del XIII-XVI secolo, i frammenti lignei e marmorei, il busto di Eleonora d'Aragona, capolavoro di Francesco Laurana, le sculture (soprattutto del Gagini), gli affreschi (il Trionfo della Morte, proveniente dal Palazzo Sclafani e realizzato intorno alla metà del '400), e i dipinti di Antonello da Messina (piccola tavola con l'Annunziata), Palma il Giovane, Veneziano e Giovanni di Nicola. Varie anche le opere di scuola fiamminga, tra le quali si segnala il trittico di Malvagna, opera di Jan Gossaert (1510).
Museo Archeologico Regionale A. Salinas : Il Museo illustra le diverse fasi dell'arte e della Civiltà della Sicilia occidentale, dalla preistoria alla tarda età romana e riflette la storia del collezionismo sette-ottocentesco attraverso l'esposizione di importanti collezioni e reperti, in alcuni casi di provenienza non siciliana.
Museo del Risorgimento V. E. Orlando: La sede del museo è un settore dell'ex convento di San Domenico, edificio del XIV secolo in pieno centro storico della città. L'esposizione tratta temi relativi all'Unità d'Italia ed alla spedizione di Garibaldi in Sicilia.
Museo Diocesano: Il Museo ha riaperto al pubblico il 22 dicembre2003, presentando le opere esposte con un nuovo allestimento museografico e in ambienti restaurati. L’esposizione propone, in ordine cronologico, un panorama della produzione artistica della città che comprende anche le opere d’arte decorativa e gli arredi sacri, presenti in maniera considerevole nel Museo.
Museo Geologico G. G. Gemmellaro: Il Museo, che svolge soprattutto attività didattica, raccoglie circa 600.000 reperti ordinati per collezioni dal paleozoico all'era quaternaria: invertebrati e resti di mammiferi, campioni di cristallo del periodo messiniano, collezioni di marmi e rocce. Di rilievo uno scheletro di donna adulta del Paleolitico Superiore (Thea) e un cristallo di gesso con una bolla d'acqua del Mar Mediterraneo di 5 milioni di anni fa, unico esemplare al mondo.
Museo Internazionale delle Marionette A. Pasqualino: L’Edificio, nel quale si concentrano collezioni di Pupi Siciliani, burattini e marionette provenienti da tutto il mondo. La fornitissima videoteca consente di rivivere gli spettacoli teatrali di differenti culture e tradizioni, ma ciò che rende affascinante questo luogo dell’immaginazione è la raccolta di circa tremilacinquecento marionette a fili, a bastone e a guanto oltre, naturalmente, ai pupi palermitani, catanesi e napoletani.
STADIO RENZO BARBERA: Lo Stadio Comunale Renzo Barbera, anche noto con il vecchio nome de La Favorita, è il più grande impianto sportivo di Palermo. Inaugurato nel 1932 e sottoposto a diverse ristrutturazioni, la più recente delle quali nel 2006, è da sempre l'impianto degli incontri interni della squadra di calcio del Palermo.
VILLE E GIARDINI PUBBLICI:
ORTO BOTANICO: La sua origine risale al 1779, anno in cui l'Accademia dei Regi Studi istituendo la cattedra di "Botanica e Materia medica". Questo primo Orto ben presto si rivelò insufficiente alle necessità e nel 1786 si decise di trasferirlo in quella che è la sede attuale, presso il Piano di Sant'Erasmo.
GIARDINO INGLESE: Il Giardino venne progettato da Giovan Battista Filippo Basile nel 1851. All'interno troviamo numerose sculture sparse per il giardino tra le quali quella di Benedetto Civiletti raffigurante il "Canaris a Scio".Dentro di può pure ammirare un tempietto progettato da Ernesto Basile ispirandosi all'architettura arabo-normanna e una serra in vetro e ferro battuto in stile ottocentesco.
VILLA GIULIA: Magnifico giardino realizzato nel 1777-78 sotto il Viceré Marcantonio Colonna di Stigliano, per iniziativa del Pretore La Grua. Prese il suo nome da Giulia d'Avalos moglie del suddetto Viceré. L'ingresso monumentale prospiciente il Foro Italico è neoclassico, le colonne doriche testimoniano bene il gusto già romantico della fine del XVIII secolo.
VILLA D’ORLEANS: Il Parco venne edificato a metà Ottocento come riserva della adiacente Villa d'Orleans che attualmente è sede della Presidenza della Regione. Venne trasformato in parco ornitologico ed ancora adesso conserva molte specie animali provenienti da tutto il mondo.
MONUMENTI:
QUATTRO CANTI: I Quattro Canti, o piazza Vigliena, o Ottagono del Sole, o Teatro del Sole, è il nome di una Piazza ottagonale all'incrocio fra i due principali assi viari di Palermo: la via Maqueda, a metà della sua lunghezza, e il Cassaro (la via, di origine fenicia, che collega l'acropoli, con il Palazzo dei Normanni al mare, oggi nota come Corso Vittorio Emanuele è la più antica strada di Palermo),
PALAZZO REALE: Il Palazzo Reale di Palermo, oggi conosciuto come Palazzo dei Normanni è la sede dell'Assemblea Regionale Siciliana. Al primo piano sorge la Cappella Palatina. È uno dei monumenti più visitati nell'isola. Il palazzo reale dei normanni sorge nel nucleo più antico della città, nello stesso sito dei primi insediamenti punici, le cui tracce sono ancora oggi visibili nei sotterranei.
ZISA: Il Palazzo della Zisa (dall’araboal-ʿAzīza, ovvero "la splendida") sorgeva fuori le mura della città di Palermo, all’interno del parco reale normanno, il Genoardo (dall’arabo Jannat al-arḍ ovvero "giardino o paradiso della terra"),
CUBA: La Cuba è l'ultimo monumento creato dai Normanni a Palermo. Essa è, con La Zisa, l'edificio che più rappresenta l'architettura fatimita, ossia araba, in Sicilia. Sulle origini del nome regna molta incertezza: l'ipotesi più probabile è che Cuba significhi "casa quadrata". L’edificio fu costruito da Guglielmo II nel 1180: per la costruzione, il Re si avvalse di architetti arabi. Prossimo al Palazzo Reale, il posto in cui sorse la Cuba era un grande parco chiamato Genoardo, ossia “paradiso in terra”, perché ricco di acque e di magnifici giardini.
CATACOMBE DEI CAPPUCCINI: Il Convento è conosciuto in tutto il mondo per la presenza nei suoi sotterranei di un vasto cimitero, che attira la curiosità di numerosi turisti, e fin dai secoli scorsi tappa obbligata del Grand Tour (visitato anche da Guy de Maupassant). Lo spettacolo macabro degli innumerevoli cadaveri esposti, è spunto di riflessione sulla caducità della vita, sulle vanità terrene, e sull'inutilità dell'attaccamento degli uomini alle loro fattezze esteriori.Le gallerie furono scavate alla fine del '500 e formano un ampio cimitero di forma rettangolare. Non sono mai state inventariate le salme ivi presenti, ma si è calcolato che debbono raggiungere la cifra di circa 8.000. Le mummie, in piedi o coricate, vestite di tutto punto, sono divise per sesso e categoria sociale.
FONTANA PRETORIA: La Fontana Pretoria è costituita da tre vasche concentriche da cui prende l'avvio il gioco d'acqua che viene versata dal piccolo puttino al centro. La Fontana ruota attorno ad un bacino centrale circondato da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre.
PALAZZO DELLE AQUILE: Tra l'idea cinquecentesca della fontana-giardino, l'arteria barocca di via Maqueda ed il piano medievale di S.Cataldo, il palazzo si innesta con la sua facies ostentatamente ottocentesca nel sito urbano più suggestivo e rappresentativo della città.
DELLE POVERE: Il Reale Albergo delle Povere fu fondato nel 1733, sotto il regno di Carlo III di Borbone, per accogliere poveri inabili, storpi, giovani vagabonde ed orfane. Il progetto è dell'architetto Orazio Furetto, ma il cantiere fu poi seguito fino al termine dei lavori dagli architetti Giuseppe Venanzio Marvuglia e Nicolò di Puglia.
PALAZZO ASMUNDO: l’ Edificio risale al 1611. Molteplici sono le testimonianze artistiche che fanno di questo Palazzo uno dei più belli della Palermo Barocca
PALAZZO CHIARAMONTE STERI: La storia del Palazzo è la storia di Palermo, la sua architettura ha fatto scuola (stile chiaramontano) e per dirne solo una è stata sede del tribunale dell'inquisizione: nella piazza antistante dove oggi è impiantata la Villa Garibaldi venivano giustiziati, decapitati, bruciati i condannati a morte dal tribunale davanti al popolo. Conserva la famosa tela di Guttuso "Vucciria"
COMPLESSO MONUMENTALE ALLO SPASIMO: Il Complesso è composto da diversi elementi architettonici appartenenti a differenti fasi storiche. Al principio del Cinquecento fu iniziata da parte dei Benedettini di Monte Oliveto l'edificazione della chiesa, per la quale Raffaello realizzò l'opera intitolata Lo Spasimo di Sicilia, che però non si trova più al suo interno
PORTA NUOVA:La Porta Nuova, adiacente al Palazzo dei Normanni, è stata per secoli il più importante accesso a Palermo via terra. Da essa partono il Corso Vittorio Emanuele, o Cassaro, la principale arteria cittadina, e, all'esterno, la strada verso Monreale.
PORTA FELICE: La Porta è l'ingresso dal lato mare al Cassaro, uno degli assi principali della città di Palermo. Prende il nome da Donna Felice Orsini, moglie del Viceré spagnolo Marcantonio Colonna, che, nel 1582, decise di dare un ingresso monumentale al Cassaro (l'attuale Corso Vittorio Emanuele), prolungato fino al mare nel 1581.
PORTA SANT’AGATA: La porta nasce in periodo normanno ed il nome deriva dalla limitrofa Chiesa di Sant'Agata la Pedata. La porta ha subito un recente restauro nel 1983 che l'ha resa meglio visibile anche grazie all'allargamento della piazza antistante. una delle più antiche testimonianze della cinta muraria medievale.
PALAZZO COMITINI: o Palazzo Gravina di Comitini è un palazzo storico di Palermo. L'Edificio venne edificato tra il 1766 ed il 1781 su volontà del Principe di Comitini e si affaccia su via Maqueda, lo stile è stato attribuito all'architetto Nicolò Palma.
ARSENALE BORBONICO: L'Arsenale è stato eretto nel 1621-30 su progetto dell'architetto palermitano Mariano Smiriglio che anche in altre sue opere ha interpretato il manierismo italiano. L'edificio occupa uno spazio rettangolare. Al piano terra vi sono sei arcate che proseguivano nell'atrio retrostante oggi non più coperto. Le arcate, attualmente tompagnate, ospitavano gli scafi in costruzione che su scivoli venivano poi varati.
CASTELLO A MARE: Venne edificato in epoca normanna o addirittura araba e nel corso dei secoli venne ripetutamente restaurato e ampliato. Nel XVI secolo assunse la funzione di residenza dei viceré spagnoli per poi diventare sede del Tribunale dell'Inquisizione (passata poi al Palazzo Chiaramonte).
VIE DELLO SHOPPING:
VIA MAQUEDA;
VIA RUGGERO SETTIMO;
VIA ROMA;
VIA LIBERTA’ ;
VIA SANT’AGOSTINO.
MERCATI STORICI:
LA VUCCIRIA: è un noto mercato storico di Palermo, insieme ad altri denominati Ballarò, Il Capo, Mercato delle Pulci. Si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all'interno del mandamento Castellammare.
IL CAPO: È un animatissimo mercato alimentare; i colori, l'animazione delle bancarelle caratterizzano la vivacità di esso rendendolo attivo tutti i giorni, dando la possibilità di acquistare sia generi alimentari sia altre mercanzie.
BALLARO’: Ballarò è il più antico tra i mercati della città, frequentato giornalmente da centinaia di persone di tutte le razze, animato dalle cosiddette abbanniate cioè i chiassosi richiami dei venditori che, con il loro caratteristico e colorito accento locale, cercano di attirare l'interesse dei passanti.
MERCATO DELLE PULCI: Organizzato con baracche in lamiera, è una mostra permanente dell'antiquariato italiano e in particolare di quello siciliano. Si trova nei pressi della Cattedrale di Palermo, accanto alla Piazza del Papireto, chiamata così per via del laghetto dei papiri che si formava proprio nelle vicinanze, dove si incontravano i fiumi che solcavano la città vecchia, il Kemonia e il Papireto. Nel mercato si possono trovare oggetti antichi, mobili vecchi e curiosità varie, fra cui sempre più frequenti oggetti di modernariato degli anni sessanta e settanta. Le botteghe sono aperte i giorni feriali fino al tramonto e i giorni festivi fino alle 13.